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Intervista con un collaboratore volontario di Saxum

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Saxum è in grado di prosperare con la collaborazione di volontari provenienti da tutto il mondo. Uno dei nostri attuali volontari, Joanne, lavora nel Saxum Visitor Center da novembre. Per scoprire la sua esperienza di vita e volontariato in Terra Santa, legga una breve intervista che abbiamo fatto con lei prima di ritornare a Londra alla fine di giugno.

(The original interview was conducted in English, but here we have the Italian translation.)

Di dove sei?
La mia famiglia viene dall’India, ma dopo che i miei genitori si sono sposati, si sono trasferiti in Inghilterra, quindi sono nata a Londra. Mio padre è di Delhi e mia mamma di Calcutta.

Per quanto tempo sei stata a Saxum?
Per 7 mesi e mezzo. Sono venuta a novembre e partirò alla fine di giugno.

E perché sei venuta?
Volevo prendere un anno sabbatico dopo aver terminato la laurea [in fisica].

Quale è il tuo lavoro preferito a Saxum?
È un progetto di cui ho sentito parlare per molti anni, ma ora posso farne parte. Tante persone hanno dato il loro contributo a Saxum prima che fosse costruito e ora incontriamo persone da tutto il mondo che non ne avevano nemmeno sentito parlare prima. Mi sento parte del momento in cui la Terra Santa si anima per le persone … lo si vede in faccia! Non sono li stessi prima e dopo. Mi fa sentire fortunata a far parte di questo, sapendo che forse non sono stata scelta per fare il volontariato.

Accompagnami attraverso una tipica giornata di lavoro.
Partiamo per lavoro [dalla città vecchia di Gerusalemme] alle 8 del mattino. Quindi prendiamo il tram e l’autobus per Abu Ghosh … e facciamo una meravigliosa passeggiata fino a Saxum. Il mio lavoro è cambiato negli ultimi 8 mesi, il che è ottimo perché posso provare nuove cose. Offro il tour multimediale a gruppi di lingua inglese, oltre a lavorare su un database, rispondere a domande, ecc.

Raccontaci quando fai un tour?
All’inizio è un po’ snervante perché non sai come risponderanno le persone. Dal momento che ci sono persone provenienti da tutto il mondo, da ambienti diversi, quindi è importante personalizzare il tour per ogni gruppo.

Ti senti al sicura qui?
Sì, Gerusalemme è più sicura perché è la città santa per le 3 principali religioni, quindi penso che sia meno probabile che ci sia un conflitto. Quello che sapevo prima di arrivare è che ci sono sicuramente aree con problemi. Ma in generale è facile evitare quei posti.

Qual è stata la tua prima reazione venendo in Terra Santa?
È stato un grande shock culturale, questo non me lo aspettavo. Non avrei mai immaginato di essere in un paese in cui tutti parlavano ebraico e tutto è scritto in ebraico.

Qual è la cosa da non perdere in Terra Santa?
La chiesa del Santo Sepolcro. Ci si deve andare! È il luogo in cui è avenuto il punto più cruciale della storia. Ma è anche per questo che mi piace Nazareth, perché senza l’Annunciazione non avremmo la Resurrezione!

E quale luogo che non sempre è incluso in un tour?
Ho davvero amato Ein Gedi. Era a metà del mio stage qui e il tempo era davvero bello. Stavamo camminando nel deserto … ma con le cascate. Sembrava non reale!

Il tuo cibo preferito da comprare assolutamente?
Dolci arabi come Baklava e Kanafeh – con un caffè arabo. Odio il caffè, ma potrei bere caffè arabo tutto il giorno!

Il caldo è insopportabile? Come ti rinfreschi quando fa veramente caldo?
L’unica volta in cui sentii un caldo insopportabile fu in Galilea nella prima settimana di giugno e vicino al Giordano faceva molto caldo-umido. Ma siamo sopravvissuti grazie all’aria condizionata in macchina! Devi agire sensato. Bere molta acqua e fare degli spuntini zuccherati durante tutto il giorno. Ma in generale ti abitui al caldo come l’ho fatto io che vengo dall’Inghilterra dove in estate abbiamo 24*C.

Cosa dovrebbero portare le persone andando in Terra Santa?
Un adattatore da spina europea; protezione solare; “Sulle orme della nostra fede”: copia digitale o cartacea; la cosa più importante: il senso dell’umorismo.

Pensi che sia una cosa essenziale per le persone venire in Terra Santa?
Sì, perché non puoi avere questa esperienza da nessun’altra parte. E non intendo solo in senso spirituale. È unico in ogni modo e non lo troverai in nessun altro posto. In virtù di ciò solo, si deve venire.

Come ti senti partendo [della Terra Santa]?
Non voglio parlare di questo! Non vorrei cambiare per niente la mia esperienza. È sempre difficile, sapendo che non puoi tornare indietro nel tempo. Stare in Terra Santa … tutto è diverso ora. È il primo posto in cui ho vissuto da sola e ho dovuto prendermi cura di me stessa. Sento che è il luogo che mi ha aiutata a crescere.

Vuoi aggiungere qualcos’altro?
Dato che Saxum sarà qui fino alla fine dei tempi e diventerà l’ottava meraviglia del mondo, dovresti assolutamente candidarti per fare il volontariato il più presto che puoi!

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