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The Feast of Sukkot

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“Tutte le feste giudaiche hanno in sé tre dimensioni. Derivando da celebrazioni della religione naturale, parlano del Creatore e della creazione; si trasformano poi in ricordi dell’agire storico di Dio e infine, in base a ciò, in feste della speranza che vanno incontro al Signore che viene, nel quale giunge a compimento l’agire salvifico di Dio nella storia e si risolve al tempo stesso nella riconciliazione di tutta la creazione” (Benedetto XVI – Joseph Ratzinger).

 

La festa di Sukkot, conosciuta anche come festa dei Tabernacoli, commemora la protezione miracolosa che i figli di Israele hanno ricevuto quando fuggirono dall’Egitto. Dura una settimana e si celebra 5 giorni dopo Yom Kippur, il grande giorno di espiazione e perdono, durante il quale  si praticano preghiera, digiuno e un rigoroso astenersi da ogni attività.

Durante Sukkot, vengono costruite capanne ovunque:  negli edifici pubblici, nei giardini, nei cantieri, nei ristoranti, ma anche sui balconi delle case. Hanno 3 o 4 pareti realizzate da qualsiasi materiale e un tetto che deve essere fatto di materiali non trasformati, che sono cresciuti dal suolo, come foglie di bambù o rami d’albero. La sukkah si trasforma nella casa della famiglia per una settimana; tuttavia, non tutti vi dormono dentro ed essa viene utilizzata soprattutto solo per consumare tutti i pasti del giorno e per fare altre attività quotidiane. Per gli uomini che hanno già compiuto 13 anni, mangiare all’interno della sukkah è un obbligo. E  questo è il motivo per cui la maggior parte dei ristoranti in molte città costruisce la propria capanna.

Il capitolo 7 del vangelo di Giovanni narra un’occasione in cui Gesù celebrò Sukkot:

Dopo questi fatti Gesù se ne andava per la Galilea; infatti non voleva più andare per la Giudea, perché i Giudei cercavano di ucciderlo. Si avvicinava intanto la festa dei Giudei, detta delle Capanne; i suoi fratelli gli dissero: «Parti di qui e và nella Giudea perché anche i tuoi discepoli vedano le opere che tu fai. Nessuno infatti agisce di nascosto, se vuole venire riconosciuto pubblicamente. Se fai tali cose, manifèstati al mondo!». Neppure i suoi fratelli infatti credevano in lui. Gesù allora disse loro: «Il mio tempo non è ancora venuto, il vostro invece è sempre pronto. Il mondo non può odiare voi, ma odia me, perché di lui io attesto che le sue opere sono cattive. Andate voi a questa festa; io non ci vado, perché il mio tempo non è ancora compiuto». Dette loro queste cose, restò nella Galilea. Ma andati i suoi fratelli alla festa, allora vi andò anche lui; non apertamente però: di nascosto. I Giudei intanto lo cercavano durante la festa e dicevano: «Dov’è quel tale?». E si faceva sommessamente un gran parlare di lui tra la folla; gli uni infatti dicevano: «E’ buono!».

Poiché la festa commemora l’Esodo, trascorrere alcuni giorni nella sukkah e lasciare i comfort di casa è una prova della volontà degli ebrei di avere fede nella benevolenza di Dio.

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